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Federazione Sammarinese Pesi

La pesistica uno sport per i giovani

ANTONIO URSO Presidente Federazione Italiana Pesistica

Fino a qualche tempo fa, a titolare un articolo con una frase così assertiva, addirittura con l’affermazione che i giovani “devono” (si badi bene al verbo: “devono” viene detto e non: “possono”) allenarsi con i sovraccarichi si sarebbe rischiato il linciaggio da parte di certi (tantissimi) addetti ai lavori, tanto era radicata la credenza che questa particolare tipologia di allenamento fosse solo gravata, appunto, da numerosi svantaggi, qualche volta addirittura danni: e di tipo irreparabile.

Si è associato per anni l’allenamento con i sovraccarichi a problemi di interferenza con la crescita di statura: sollevare carichi non avrebbe consentito una crescita normale. Fin qui ovviamente questi problemi erano riferiti ai bambini, perché non ci si poneva neanche il problema che una bambina potesse allenarsi con i sovraccarichi. Una insignificanza culturale che ancora oggi sta pagando pesantemente il suo conto. Ancora oggi purtroppo ci sono categorie di professioni con nessuna competenza in merito (magari bravi in altro) che hanno un ascendente forte su famiglie e società sportive e che fanno guerra aperta nello sconsigliare questa pratica (sostanzialmente sollevare carichi, attrezzi con un peso) in età prepuberale, senza mai apportare però nessuna letteratura scientifica a supporto. Lo sport olimpico della pesistica ha pagato il prezzo più caro in assoluto da questo approccio aleatorio tutt’altro che scientifico. Alcuni anni fa – non molti a dire il vero – molti allenatori di sport di squadra criticavano l’uso dei sovraccarichi in ogni fascia di età, perché questo metodo di allenamento rallentava, rendeva più lento. «Rallenta cosa? Rende più lento cosa?» a queste domande la risposta era sempre la stessa: «il movimento; i sovraccarichi rendono più lenti, più lento il movimento». Nulla a che vedere ovviamente con dati scientifici.

Cosa dice la scienza oggi sulla correlazione età prepubere e allenamento con i sovraccarichi? Spiega inequivocabilmente che tale connubio non è impossibile: anzi, oggi dice che è possibile ed auspicabile; il connubio – sostiene la scienza – deve esserci obbligatoriamente.

A partire dagli anni ’80, i Paesi che avevano sperimentato positivamente l’uso dei sovraccarichi avevano già diffuso pubblicazioni circa la correlazione positiva tra i due aspetti: giovani prepuberi e sovraccarichi (vedasi scuola russa e tedesca). Avevano già allora dimostrato degli indubbi vantaggi che sarebbero poi stati dei veri e propri pilastri, su cui erigere alcuni sostanziali aspetti della prestazione sportiva o anche solo della ricerca e del mantenimento del benessere fisico.

L’allenamento con i sovraccarichi è in realtà l’unico mezzo di allenamento assolutamente misurabile e dosabile: può andare da grammi fino all’infinito. È l’unico che permette di orientare la velocità e l’angolo di esecuzione. È l’unico che permette di sviluppare alcune caratteristiche funzionali alla espressione di forza, usando anche attrezzi differenti dai pesi: elastici, molle, il peso del corpo con particolari angolazioni di esecuzione e con espedienti che impegnano differenti distretti muscolari.

Una delle accuse maggiormente indirizzate all’allenamento con i sovraccarichi è quella di danneggiare le cartilagini di accrescimento che si trovano in tre siti principali nell’organismo di un bambino/a in crescita: i piatti cartilaginei vicino alle estremità delle ossa lunga, la cartilagine che riveste le superfici articolari e i punti a livello dei quali i tendini principali si inseriscono nelle ossa (apofisi). Behm et al. 2008 concludono una loro originale ricerca arrivando alla seguente conclusione: fratture del piatto epifisario non sono state riportate in nessuno studio prospettico sui giovani/e sottoposti ad allenamenti della forza. Addirittura, se si abbassa l’età, le lesioni delle cartilagini di accrescimento epifisarie è meno probabile che si verifichino durante l’infanzia che durante l’adolescenza, perché le cartilagini di accrescimento dei bambini sono in realtà più forti e più resistenti alle forze diverse rispetto a quelle degli adolescenti (Micheli 1988).

La British Association of Sport and Exercise, Science nel 2004 pubblica uno studio con un follow–up di 25 anni, studiando 520 ragazzi e 605 ragazze sulla correlazione allenamento della forza e flessibilità. Anche questo studio evidenza una positiva correlazione tra i due fattori, evidenziando che i giovani che allenano la forza hanno minori tensioni muscolari da adulti.

L’American College of Sport Medicine nel 2006 produce uno studio sull’allenamento della forza muscolare, presentando indiscutibili evidenze. Infine, l’American Academy of Pediatrics dal 2001 al 2014 ha proposto una serie di Review dal titolo “Strength Training by Children and Adolescents” che ha innescato un processo evolutivo di pensiero sul tema – davvero interessante – dell’allenamento con sovraccarichi in età giovanile e prepubere. Indicazioni generali: l’allenamento può includere l’uso di pesi liberi, il peso corporeo dell’individuo, le macchine e / o altri dispositivi di sovraccarico per raggiungere l’obiettivo.


Numerosi studi hanno ormai dimostrato che l’allenamento della forza, con tecnica adeguata e attenta supervisione, può aumentare la forza nei preadolescenti e negli adolescenti. Sono preferibili i pesi liberi che richiedono controllo e tecnica di bilanciamento migliori e possono essere utilizzati con piccoli incrementi di peso, utili anche per rafforzare i movimenti specifici per lo sport.

Come si può facilmente evincere da quelle che sono le indicazioni di autorevolissimi organismi internazionali e di qualificate ricerche, l’allenamento della forza in età prepuberale quindi la pratica della pesistica olimpica non costituisce assolutamente quel “dramma” che spesso alcuni addetti ai lavori ci vogliono rappresentare. Questa pratica di allenamento finalizzato al benessere e alla prestazione sportiva è possibile ad ogni età in particolare nei giovanissimi, i vantaggi immediati e futuri per i quali sono di gran lunga più importanti ed evidenti delle menzogne spesso raccontate a tal riguardo. Allora, riprendendo il titolo di questa rassegna, considerati i rischi e i benefici indotti da tale pratica, possiamo affermare, alla luce di evidenze scientifiche, che i giovani devono allenare la forza anche attraverso l’uso appropriato di sovraccarichi.